Riapre il Corridoio Vasariano a Firenze. Finalmente tutti potranno godere di questo gioiello dell’architettura e dell’ingegno, realizzato da Giorgio Vasari su commisione del granduca Cosimo I Dè Medici nel 1565.
In soli 5 mesi, fu ideato e realizzato questo “passaggio segreto” che permetteva alla famiglia Dè Medici di arrivare dalla loro residenza al palazzo del governo attraversando la città senza incorrere in pericoli o mescolandosi con il popolo.
Il Corridoio è una via coperta, lungo più di un km e largo 3,5 mt che unisce Palazzo Vecchio con Palazzo Pitti, attraversando i punti più strategici della città.
Sul Ponte Vecchio si svolgeva il mercato delle carni, che fu trasferito altrove per evitare il cattivo odore al passaggio della famiglia Dè medici e al loro posto vennero inserite le botteghe orafe, tutt’ora presenti sul ponte.
All’estremità del Ponte Vecchio, si trova la Torre Dé Mannelli e in questo punto, il corridoio gira intorno ad essa per il rifiuto della famiglia proprietaria ad abbatterla.
Al centro del ponte, sono visibili delle grandi finestre, realizzate nel 1939 da Benito Mussolini, in sostituzione dei più piccoli oblò rinascimentali.
Il Corridoio cosi ingegnoso e con vedute bellissime sulla città, fu molto apprezzato anche da Adolf Hitler quando venne in visita a Firenze. Si pensa che il suo gusto per l’arte, abbia portato a escludere il Ponte dai bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale.
La possibilità di spostarsi velocemente da un punto all’altro della città passando inosservati, fu una caratteristica che tornò utile anche per i partigiani durante l’Agosto del 1944 per sorprendere le linee nemiche che controllavano la parte della città a Nord dell’Arno.
Attraversato il fiume, il corridoio si affaccia nell’interno della Chiesa di S. Felicita e con un balcone protetto da pesanti grate la nobile famiglia poteva assistere indisturbata alla messa senza passare tra la gente.
Oggi, il Corridoio Vasariano fa parte della Galleria degli Uffizi e alle sue pareti è esposta una collezione di autoritratti del Seicento e del Settecento.
Attraversando il Corridoio, oggi è possibile arrivare direttamente al Giardino di Boboli presso la Grotta del Buontalento.
Per esigenze di protezione delle opere d’arte che si trovano al suo interno, il Corridoio è visitabile su prenotazione e in gruppi ristretti.



