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Feste e sagre

Aria di sagra a Vivo d’ Orcia

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sagra della castagna a vivo d' orciaIl paesino di Vivo d’ Orcia, in questo sabato di ottobre, ha gli stendardi verdi e gialli alle finestre. E’ parata a festa per la sagra annuale della castagna e del fungo. Arrivare prima dell’ ora di pranzo a Vivo d’ Orcia non è una buona idea: il rinomato ristorante “il Castagno”, alla cui porta si viene scortati dall’ onnipresente “gatto del paese” (un soriano grigio scuro dal pelo foltissimo), non serve il pranzo prima di mezzogiorno.

Per chi arriva in mattinata non c’ è altra soluzione che ripiegare sul forno prospiciente: non devono essere abituati a vedere tanti turisti, dato che hanno terminato sia la pizza che la focaccia.

Fortunatamente è possibile rifarsi abbondantemente al bar che si trova accanto alla Coop: panino alla finocchiona, al prosciutto o al capocollo è la scelta che viene prospettata.

L’ aria è fredda, Vivo è a quota 800, e nell’ attesa di spostarsi ai Bagni di San Filippo, per un immersione nelle bollenti acque sulfuree, è un must per chi passa a Vivo vedere le due “glorie” del paese: il Sasso piatto, che è uno strapiombo affacciato sul Monte Amiata, la cui vetta per l’ occasione è immersa nelle nuvole come se fosse l’ Olimpo. Di solito gli abitanti del paese portano qui vino e braciere portatile per arrostire le castagne. L’ itinerario prosegue con un breve percorso lungo l’ Orcia, fino allo spiazzo in cui l’ indomani verranno arrostite quintali di castagne per la sagra del paese. Scavalcato l’ Orcia, cinque minuti nel bosco raccogliendo castagne chiuse nel loro riccio verde ed già si arriva all’ Eremo, località presso la quale si trova la villa del conte Cervini Al momento sono aperte poche finestre, perché ci abitano solo due vecchietti che fungono da custodi.

balena bianca a bagni san filippoIn auto fino ai Bagni di San Filippo si nota per strada un gregge di pecore che ricorda molto da vicino la Sardegna: d’ altra parte qui hanno una certa dimestichezza con il formaggio pecorino. Le pecore sono ben sorvegliate da una quantità di pastori maremmani.

Il primo pomeriggio è il momento migliore per raggiungere la vasca all’ aperto di Bagni San Filippo, scavata nei secoli dal flusso dell’ acqua termale. Sul piccolo specchio d’ acqua solforosa incombe il millenario monolito calcareo che qui chiamano “la Balena Bianca”: sembra una cascata pietrificata, con le stalattiti che sembrano enormi denti di squalo.

Tags : bagni san filippobalena biancasagra castagna e fungovaldorciavivo d' orcia

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